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giovedì 19 gennaio 2017
Step 24 - La "cloud" del malva chiaro
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mercoledì 18 gennaio 2017
Step 23 - Il malva "selvaggio"
L'autore Claude Levi-Strauss nella sua opera "Il
pensiero selvaggio" analizza la logica con la quale noi uomini diamo ad
ogni oggetto un significato ben preciso dal quale ci risulta difficile
discostarci perché ormai radicati nella storia e nei miti, quindi non riusciamo
a tornare alla concezione primitiva e "selvaggia".
Ricercando il significato totemico e “selvaggio” del color
malva chiaro non si può che arrivare alla pianta che porta il suo nome , la
Malva selvatica, appartenente alla famiglia delle Malvaceae ed è originaria
dell'Europa e Asia temperata.
E’ presente nei prati e nei luoghi incolti di
pianura, ha un fusto eretto o prostrato che può raggiungere dai 60 a gli 80 cm.
I principi attivi si trovano nei fiori e nelle foglie che sono ricchi di
mucillagini, usati per le loro proprietà emollienti e bechiche, nelle forme
catarrali delle prime vie bronchiali, contiene anche potassio, ossalato di
calcio, vitamine e pectina. Il nome deriva dal latino malva ed ha il
significato di molle, cioè capace di ammorbidire. La malva può essere assunta
sotto forma di verdura contro la stipsi, infuso per idratare e ammorbidire
l'intestino, e per regolarne le funzioni grazie alla sua azione lassativa,
dovuta alle proprietà delle mucillagini di rigonfiare l'intestino, stimolandone
la contrazione e quindi agevolandone lo svuotamento. L'infuso aggiunto
all'acqua del bagno funge da emoliente e idratante, o può essere usato come
lozione per la pelle arrossata e con cuperose. In Cucina si usano i germogli, i
fiori freschi o le foglioline(step12).
Step 22 - Il malva chiaro in architettura
Una presenza del malva in un' opera architettonica si può trovare in molte delle opere del famoso esponente del modernismo Antoni Gaudì, come ad esempio in molte delle panchine del Parco Guell, progettato proprio da Gaudì nei primi anni del 1900 e che dal 1984 è patrimonio dell' Unesco.
Step 21 - I protagonisti del malva chiaro
Come è stato più volte detto nel corso del blog, il malva è
stato il primo colore sintetico della storia e questa formidabile scoperta si
deve a William Henry Perkin , che nel 1856 all' età di soli 18 anni, in un
piccolo laboratorio vicino Londra, ottenne questa particolare sostanza.
La mauvenina , poi chiamata malva, divenne un grande successo commerciale. Il 7 giugno 1866 entrò a far parte della Royal ociety e nel corso della sua vita fu insignito di numerosi prestigiosi riconoscimenti. Anche nel resto della sua vita continuò con esperimenti di successo nel campo della chimica organica, sintetizzando profumi come la cumarina (uno dei primi). Divenne Cavaliere nel 1906, anno in cui ricevette anche la Medaglia Perkin, istituita in suo onore e considerata da allora come il massimo riconoscimento concesso al mondo dell'industria chimica americana.
Per saperne di più visita : https://it.wikipedia.org/wiki/William_Henry_Perkin
Uno dei personaggi più recenti che possono rappresentare di più questo colore è sicuramente lo stilista italiano Giorgio Armani, che ha mandato in scena a Parigi una collezione d' alta moda dedicata proprio al malva (come riportato nello step20), e pensata per sviluppare la sua nuova ossessione, il concetto di normalità eccezionale.
Stilista, nato l'11 luglio 1934 a Piacenza, cresce con la sua famiglia in quella città dove frequenta anche le scuole superiori. In seguito, tenta la strada universitaria frequentando per due anni la Facoltà di Medicina alla Statale di Milano. Lasciati gli studi trova lavoro, sempre a Milano, come "buyer" per i magazzini "La Rinascente". Lavora inoltre come assistente fotografo, prima di accettare un incarico in un ufficio di promozione di un'agenzia di moda. Qui ha modo di conoscere, e quindi anche di far conoscere, i prodotti di qualità che provenivano dall'India, dal Giappone o dagli Stati Uniti, introducendo in questo modo elementi tratti da culture straniere nell'"eurocentrico" universo del fashion milanese e dei consumatori italiani.
Per saperne di più visita :
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martedì 10 gennaio 2017
Step 20 - Il malva chiaro nella moda
Il 12
Febbraio 1951 una sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini entusiasma
giornalisti e buyer americani: è la nascita della moda italiana. Sulla passerella sfilarono creazioni
sartoriali esclusivamente italiane di alcune fra le più importanti case di moda
fiorentine, milanesi e romane, che accettarono di presentare i loro modelli in
una sfilata collettiva.
Fu in realtà un espediente pensato per
incuriosire i compratori americani. Giovanni Battista Giorgini nel periodo fra
le guerre si era dedicato all’attività di rappresentante dei prodotti
dell’artigianato toscano che aveva commercializzato negli Stati Uniti,
acquisendo una conoscenza molto approfondita del mercato e dei gusti americani.
Sapeva che la produzione delle case di moda italiane, dall’alta sartoria ai
modelli boutique, dalle creazioni per lo sport a quelle per il tempo libero, aveva
tutte le carte in regola per soddisfare le esigenze di quel mercato.
Il decennio
si concluse ribadendo la centralità della capitale: a Roma nel 1958 fu fondata
la Camera sindacale della Moda italiana e, sempre a Roma, nel 1959 Valentino aprì
la propria casa di moda.
Successivamente
la moda italiana consolidò la propria fama internazionale grazie sia alle
iniziative di firme ormai note che alle idee di giovani talenti creativi. Tra
le prime sono da annoverare le sorelle Fendi, Mariuccia Mandelli (Krizia),
Ottavio e Rosita Missoni.
Tuttavia la
grande novità degli anni successivi è rappresentata dall’ affermazione
dell’industria dell’abbigliamento confezionato in serie, e quindi tutte le
imprese che producevano abbigliamento si moltiplicarono e realizzarono ingenti
investimenti in capitale fisso, marketing e distribuzione.
Ma fu solo
negli anni ’80 che l’ Italia, in particolare Milano si affermò come una delle
principali capitali internazionali della moda grazie a stilisti con spiccate
doti imprenditoriali e manageriali del calibro di Albini, Gianni Versace o
Giorgio Armani.
Quest’
ultimo è considerato al giorno d’ oggi un rivoluzionario del design e della
moda. Tra le sue tante collezioni recentemente ha mandato in scena a Parigi una
collezione d'alta moda dedicata a un solo colore, il malva, e pensata per
sviluppare la sua nuova ossessione, il concetto di normalità eccezionale.
"Ho
sempre amato vestire le persone con un solo colore", racconta lo stilista
a pochi minuti dalla sfilata di Armani Privé. "Ieri era il caso del
grigio, del blu, del greige. Oggi è la volta del malva. È un tono idilliaco,
dolce, che sta bene quasi a tutte. Ha un'aria rassicurante e allo stesso tempo
molto ricercata". In pedana arrivano così una serie di look illuminati
solo e soltanto da questa sfumatura, divagazioni per sfumature impercettibili
dello stesso tono.
Ciò che
caratterizza la nuova collezione Armani Privé è anche la grande attenzione
dedicata ai ricami. Pastiglie, baguettes, perline, paillettes montate a
intarsio: abiti gonne e persino blouson e parka riportano cascate di decori
ricamati, onde di luce che aiutano la leggerezza degli abiti ad arricchirsi di
consistenza. "Mi piace l'idea di dare corpo alla leggerezza. Questa è
l'altra idea alla base della mia nuova haute couture: vestire il corpo come ci
fosse una nuvola al posto del tessuto. Sete, chiffon e persino le creazioni più
pesanti vogliono diventare impalpabili e aeree, qualità che da sempre apprezzo
nell'eleganza femminile".
domenica 8 gennaio 2017
Step 19 - Anatomia del color malva chiaro
“Il fiore si nasconde nell’erba, ma il vento sparge il suo
profumo.” Tegore
Come non innamorarsi di questo fiore? E’ romantico,
selvaggio ma sensuale, raffinato, tenero, in poche parole è perfetto. I suoi
petali colorati dalle tonalità intense che vanno dal blu al viola sbocciano
quando l’aria di primavera inizia ad accennarsi. Il suo profumo fresco inebria
l’aria, sa di eleganza. Delizioso e originale da
regalare perchè molto apprezzato da chi lo riceve, in quanto simboleggia
l’amore e la semplicità. Cresce, infatti, spontaneo su un esile stelo nel
sottobosco, nei sentieri, vicino ai ruscelli ma adorna anche orti, città,
fontane. Una malva per ogni esigenza,
avvolgente e delicato, un fiore che sa di primavera.
Già anticamente se ne riconosceva la sua virtuosa bellezza.
I francesi,
secondo una leggenda, nei suoi petali potevano scorgere la persona amata.
Sempre in Francia è stato protagonista della Bella Epoque ad adornare le case
di nobili in mazzetti freschi tra le mani delle belle dame.
Ancora oggi questo fiore è molto amato, e numerose fragranze
sono ad esso ispirate, tra le più famose basta ricordare la Violetta di Parma.
Ma non solo. Se finora questo fiore era usato per abbellire,
adornare e il suo profumo ha ispirato parole e aforismi, oggi i suoi petali sono usati anche in cucina e in
pasticceria per decorare.
sabato 7 gennaio 2017
Step 18 - Il malva chiaro e le arti pittoriche
![]() |
| "Via Moronau con le donne", Vasilij Kandinskij |
Il colore era per lui come il tasto di un pianoforte.
L’occhio dell’osservatore, il martelletto. L’anima, ricca di emozioni, lo
strumento, ricco di corde. Forte della convinzione che vi fosse un nesso, quasi
imprescindibile, tra l’opera d’arte e la dimensione spirituale, l’artista,
impiegava questa metafora visiva per spiegare la sua teoria dell’uso del
colore, che poteva, secondo lui, suscitare due diversi effetti sullo
spettatore. Il primo, è l’“effetto fisico”, basato su sensazioni a pelle,
momentanee, di primo impatto e quindi superficiali. Questo, sarebbe determinato
dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un
altro. Il secondo, l“effetto psichico”, sarebbe invece scatenato dalla
vibrazione dello spirito che il colore determina quando raggiunge l’anima,
incontrando la forza psichica dell’uomo.
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