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mercoledì 18 gennaio 2017

Step 23 - Il malva "selvaggio"

L'autore Claude Levi-Strauss nella sua opera "Il pensiero selvaggio" analizza la logica con la quale noi uomini diamo ad ogni oggetto un significato ben preciso dal quale ci risulta difficile discostarci perché ormai radicati nella storia e nei miti, quindi non riusciamo a tornare alla concezione primitiva e "selvaggia".
Ricercando il significato totemico e “selvaggio” del color malva chiaro non si può che arrivare alla pianta che porta il suo nome , la Malva selvatica, appartenente alla famiglia delle Malvaceae ed è originaria dell'Europa e Asia temperata.



E’ presente nei prati e nei luoghi incolti di pianura, ha un fusto eretto o prostrato che può raggiungere dai 60 a gli 80 cm. I principi attivi si trovano nei fiori e nelle foglie che sono ricchi di mucillagini, usati per le loro proprietà emollienti e bechiche, nelle forme catarrali delle prime vie bronchiali, contiene anche potassio, ossalato di calcio, vitamine e pectina. Il nome deriva dal latino malva ed ha il significato di molle, cioè capace di ammorbidire. La malva può essere assunta sotto forma di verdura contro la stipsi, infuso per idratare e ammorbidire l'intestino, e per regolarne le funzioni grazie alla sua azione lassativa, dovuta alle proprietà delle mucillagini di rigonfiare l'intestino, stimolandone la contrazione e quindi agevolandone lo svuotamento. L'infuso aggiunto all'acqua del bagno funge da emoliente e idratante, o può essere usato come lozione per la pelle arrossata e con cuperose. In Cucina si usano i germogli, i fiori freschi o le foglioline(step12).


Step 21 - I protagonisti del malva chiaro

Come è stato più volte detto nel corso del blog, il malva è stato il primo colore sintetico della storia e questa formidabile scoperta si deve a William Henry Perkin , che nel 1856 all' età di soli 18 anni, in un piccolo laboratorio vicino Londra, ottenne questa particolare sostanza.

La mauvenina , poi chiamata malva, divenne un grande successo commerciale. Il 7 giugno 1866 entrò a far parte della Royal ociety e nel corso della sua vita fu insignito di numerosi prestigiosi riconoscimenti. Anche nel resto della sua vita continuò con esperimenti di successo nel campo della chimica organica, sintetizzando profumi come la cumarina (uno dei primi). Divenne Cavaliere nel 1906, anno in cui ricevette anche la Medaglia Perkin, istituita in suo onore e considerata da allora come il massimo riconoscimento concesso al mondo dell'industria chimica americana.


Uno dei personaggi più recenti che possono rappresentare di più questo colore è sicuramente lo stilista italiano Giorgio Armani, che ha mandato in scena a Parigi una collezione d' alta moda dedicata proprio al malva (come riportato nello step20), e pensata per sviluppare la sua nuova ossessione, il concetto di normalità eccezionale.


Stilista, nato l'11 luglio 1934 a Piacenza, cresce con la sua famiglia in quella città dove frequenta anche le scuole superiori. In seguito, tenta la strada universitaria frequentando per due anni la Facoltà di Medicina alla Statale di Milano. Lasciati gli studi trova lavoro, sempre a Milano, come "buyer" per i magazzini "La Rinascente". Lavora inoltre come assistente fotografo, prima di accettare un incarico in un ufficio di promozione di un'agenzia di moda. Qui ha modo di conoscere, e quindi anche di far conoscere, i prodotti di qualità che provenivano dall'India, dal Giappone o dagli Stati Uniti, introducendo in questo modo elementi tratti da culture straniere nell'"eurocentrico" universo del fashion milanese e dei consumatori italiani.

Per saperne di più visita : 






mercoledì 7 dicembre 2016

Step 14 - Il malva chiaro e la chimica

Durante le vacanze di Pasqua del 1856 William Perkin, che aveva solo 18 anni quando lavorava come assistente nel laboratorio della Royal College of Chemistry, stava cercando di sintetizzare il chinino (farmaco antimalaria), quando ottenne una sostanza di colore rosso-brunastro, delle quale decise di studiare le proprietà. Risultò che era possibile estrarre dalla sostanza un eccellente colorante per la seta, il cui colore viola chiaro era molto stabile.

Così Perkin aveva scoperto il primo colorante sintetico della storia. Intuisce subito con chiarezza gli sviluppi della sua scoperta, e decide di produrre quel colorante. Trova un mordente per il cotone e per altre applicazioni compresa la colorazione dei francobolli.


Inizialmente Perkin usa il nome commerciale Tyrian purple (porpora di Tiro) e aniline purple (viola anilina), ma all’inizio del 1859 gli osservatori della moda del Regno Unito gli danno un nome nuovo, più duraturo e più alla moda cioè il francese mauve (malva) un termine che assicurava una connessione francese al suo prodotto e quindi un collegamento al mondo della moda.
Quando Perkin pubblicherà la formula chimica e le proprietà del colorante nel 1863, gli darà un nome più consono con la terminologia chimica, mauveine.

Vediamo ora nello specifico come è strutturata la molecola della mauveina:








 La porpora di anilina è una miscela di quattro composti aromatici diversi per numero e la disposizione dei gruppi metilici . La sintesi organica comporta dissoluzione di anilina , p -toluidina e o -toluidina in acido solforico e acqua in un rapporto di circa 1: 1: 2, poi aggiungendo bicromato di potassio . La porpora di anilina A (C 26 H 23 N 4 + X - ) incorpora 2 molecole di anilina , uno dei p -toluidine, e uno o -toluidine. Porpora di anilina B (C 27 H 25 N 4 + X - ) incorpora una molecola ciascuno di anilina, p -toluidine, e o -toluidine. 
La struttura molecolare di porpora di anilina si è rivelata difficile da determinare, fino al 2007,quando altre due molecole sono state isolate e identificate: porpora di anilina B2 , un isomero di porpora di anilina B con metile su diversi arile, e porpora di anilina C , che ha un altro p gruppo metil di porpora di anilina A.


Step 11 - Il malva chiaro in un documento

La strabiliante storia dell' invenzione di un colore che ha cambiato la nostra vita e dato inizio all' industria chimica: dalla moda alla fotografia, dagli esplosivi alla farmacia.

Prima del 1856 i colori venivano fabbricati utilizzando prodotti animali, vegetali o minerali. I rossi e i blu che ravvivavano gli abiti e i quadri, i neri usati per stampare libri e giornali erano ricavati da insetti e molluschi, da foglie o radici, da terre e minerali. Colorare qualunque cosa era un processo lungo, difficile e costoso. Finché nell'Inghilterra della regina Vittoria un giovanissimo chimico scoprì un metodo per produrre grandi quantità di colori in un impianto industriale.
Come spesso accade ai grandi inventori, il diciottenne William Perkin venne aiutato dal caso. Stava cercando un rimedio per la malaria nel piccolo laboratorio installato nella sua casa di Londra. Non riuscì a sintetizzare il chinino artificiale, ma una sostanza densa e oleosa in grado di donare alla seta una straordinaria tonalità. Inutile aggiungere che il malva divenne immediatamente il colore alla moda, utilizzato dai grandi sarti di Londra e Parigi. Inutile aggiungere che William Perkin, «il mago del catrame minerale, l'uomo che trasforma gli scarti in oro», divenne molto ricco e venne nominato baronetto, anche se oggi, a 150 anni dalla sua scoperta, pochi ricordano il suo nome.
È una piccola ingiustizia della storia, perché il malva non ha cambiato solo il nostro modo di vestire e dunque l'immagine che abbiamo di noi stessi. Gli effetti della scoperta di Perkin sono andati molto al di là della moda. Fino alla metà dell'Ottocento la chimica era una scienza teorica. La scoperta di Perkin fece nascere la grande industria chimica, dall'Inghilterra alla Germania agli Stati Uniti. I metodi usati per sintetizzare i colori vennero applicati agli esplosivi, ai profumi, alla fotografia, alla farmacia...
Con una documentazione attenta ma con molta vivacità Simon Garfield racconta la storia di un genio dimenticato e di una invenzione che ha cambiato la storia della scienza, rendendo più stretti i suoi legami con l'industria, e la nostra vita quotidiana.