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giovedì 19 gennaio 2017

Step 25 - Sintesi finale

Viaggio è il termine con il quale si può riassumere questo percorso di analisi del malva chiaro. Questo viaggio inizia con un’ introduzione (step01) nella quale si definisce il colore nelle sue accezioni cromatiche più generali, anticipando uno degli aspetti chiave di questo blog, cioè la formidabile scoperta del chimico inglese William Henry Perkin, che per caso nel suo laboratorio scoprì la formula della mauvenina, che successivamente rinominò malva. Ma prima di addentrarci nella storia di Perkin, ci si sofferma con attenzione sul nome del colore nelle varie lingue (step02) , e sulle codifiche di classificazione (step03).
Negli step successivi si è ricercata la presenza del malva chiaro nei contesti più disparati, toccando ambiti storico-culturali, scientifici e artistici.
Per quanto riguarda l' ambito storico-culturale, il nostro interesse si è focalizzato sulla ricerca del malva chiaro nei miti dei popoli antichi (step04) , per i quali era simbolo di religiosità e potere, e evidenziando i legami di questo colore con i detti e le superstizioni popolari (step08) e con le tradizioni culinarie (step12). In ambito scientifico il malva chiaro ha avuto un' importanza particolare. Come raccontato negli step11 e step14, il malva è stato il primo colore artificiale della storia. Questa scoperta si deve al giovane chimico inglese William Henry Perkin , che mentre cercava di sintetizzare il nuovo farmaco anti-malaria, per caso ottenne la mauvenina, che egli stesso rinominò malva. Intuendo subito gli sviluppi della sua scoperta, decise di produrre quel colorante, e di brevettarlo (Brevetto: step17). Da questa fondamentale scoperta è stato scritto un libro: "Il malva di Perkin. Storia del colore che ha cambiato il mondo", di Simon Garfield (citato nello step11) , che racconta in maniera più approfondita la storia del colorante e la sua composizione chimica (step14).  William Henry Perkin quindi è di fondamentale importanza , essendo il protagonista di questo viaggio o , in un certo senso , il 'padre' del malva. Nello step21 si può trovare un approfondimento con note bibliografiche.
Il nostro viaggio prosegue ricercando la presenza del malva chiaro in vari contesti, nella musica (step05) , nel cinema (step07), nella pittura (step18) ,con un approfondimento sulla teoria dei colori di Vasilij Kandinskij, e infine nella moda (step20) con il 'tributo al malva' presentato da Giorgio Armani alla sfilata di Parigi. Infine il colore è anche design e architettura, infatti negli step16 e step22, vengono mostrate opere e oggetti nei quali la scelta del colore non è lasciata mai al caso. Può avere infatti innumerevoli chiavi di lettura, come spiegato negli step19 e step23 e come completato dalle indagini fatte negli step09 e step24.




Step 24 - La "cloud" del malva chiaro



mercoledì 18 gennaio 2017

Step 23 - Il malva "selvaggio"

L'autore Claude Levi-Strauss nella sua opera "Il pensiero selvaggio" analizza la logica con la quale noi uomini diamo ad ogni oggetto un significato ben preciso dal quale ci risulta difficile discostarci perché ormai radicati nella storia e nei miti, quindi non riusciamo a tornare alla concezione primitiva e "selvaggia".
Ricercando il significato totemico e “selvaggio” del color malva chiaro non si può che arrivare alla pianta che porta il suo nome , la Malva selvatica, appartenente alla famiglia delle Malvaceae ed è originaria dell'Europa e Asia temperata.



E’ presente nei prati e nei luoghi incolti di pianura, ha un fusto eretto o prostrato che può raggiungere dai 60 a gli 80 cm. I principi attivi si trovano nei fiori e nelle foglie che sono ricchi di mucillagini, usati per le loro proprietà emollienti e bechiche, nelle forme catarrali delle prime vie bronchiali, contiene anche potassio, ossalato di calcio, vitamine e pectina. Il nome deriva dal latino malva ed ha il significato di molle, cioè capace di ammorbidire. La malva può essere assunta sotto forma di verdura contro la stipsi, infuso per idratare e ammorbidire l'intestino, e per regolarne le funzioni grazie alla sua azione lassativa, dovuta alle proprietà delle mucillagini di rigonfiare l'intestino, stimolandone la contrazione e quindi agevolandone lo svuotamento. L'infuso aggiunto all'acqua del bagno funge da emoliente e idratante, o può essere usato come lozione per la pelle arrossata e con cuperose. In Cucina si usano i germogli, i fiori freschi o le foglioline(step12).


Step 22 - Il malva chiaro in architettura

Una presenza del malva in un' opera architettonica si può trovare in molte delle opere del famoso esponente del modernismo Antoni Gaudì, come ad esempio in molte delle panchine del Parco Guell, progettato proprio da Gaudì nei primi anni del 1900 e che dal 1984 è patrimonio dell' Unesco.

Step 21 - I protagonisti del malva chiaro

Come è stato più volte detto nel corso del blog, il malva è stato il primo colore sintetico della storia e questa formidabile scoperta si deve a William Henry Perkin , che nel 1856 all' età di soli 18 anni, in un piccolo laboratorio vicino Londra, ottenne questa particolare sostanza.

La mauvenina , poi chiamata malva, divenne un grande successo commerciale. Il 7 giugno 1866 entrò a far parte della Royal ociety e nel corso della sua vita fu insignito di numerosi prestigiosi riconoscimenti. Anche nel resto della sua vita continuò con esperimenti di successo nel campo della chimica organica, sintetizzando profumi come la cumarina (uno dei primi). Divenne Cavaliere nel 1906, anno in cui ricevette anche la Medaglia Perkin, istituita in suo onore e considerata da allora come il massimo riconoscimento concesso al mondo dell'industria chimica americana.


Uno dei personaggi più recenti che possono rappresentare di più questo colore è sicuramente lo stilista italiano Giorgio Armani, che ha mandato in scena a Parigi una collezione d' alta moda dedicata proprio al malva (come riportato nello step20), e pensata per sviluppare la sua nuova ossessione, il concetto di normalità eccezionale.


Stilista, nato l'11 luglio 1934 a Piacenza, cresce con la sua famiglia in quella città dove frequenta anche le scuole superiori. In seguito, tenta la strada universitaria frequentando per due anni la Facoltà di Medicina alla Statale di Milano. Lasciati gli studi trova lavoro, sempre a Milano, come "buyer" per i magazzini "La Rinascente". Lavora inoltre come assistente fotografo, prima di accettare un incarico in un ufficio di promozione di un'agenzia di moda. Qui ha modo di conoscere, e quindi anche di far conoscere, i prodotti di qualità che provenivano dall'India, dal Giappone o dagli Stati Uniti, introducendo in questo modo elementi tratti da culture straniere nell'"eurocentrico" universo del fashion milanese e dei consumatori italiani.

Per saperne di più visita : 






martedì 10 gennaio 2017

Step 20 - Il malva chiaro nella moda

Il 12 Febbraio 1951 una sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini entusiasma giornalisti e buyer americani: è la nascita della moda italiana.     Sulla passerella sfilarono creazioni sartoriali esclusivamente italiane di alcune fra le più importanti case di moda fiorentine, milanesi e romane, che accettarono di presentare i loro modelli in una sfilata collettiva.        
Fu in realtà un espediente pensato per incuriosire i compratori americani. Giovanni Battista Giorgini nel periodo fra le guerre si era dedicato all’attività di rappresentante dei prodotti dell’artigianato toscano che aveva commercializzato negli Stati Uniti, acquisendo una conoscenza molto approfondita del mercato e dei gusti americani. Sapeva che la produzione delle case di moda italiane, dall’alta sartoria ai modelli boutique, dalle creazioni per lo sport a quelle per il tempo libero, aveva tutte le carte in regola per soddisfare le esigenze di quel mercato.
Il decennio si concluse ribadendo la centralità della capitale: a Roma nel 1958 fu fondata la Camera sindacale della Moda italiana e, sempre a Roma, nel 1959 Valentino aprì la propria casa di moda.
Successivamente la moda italiana consolidò la propria fama internazionale grazie sia alle iniziative di firme ormai note che alle idee di giovani talenti creativi. Tra le prime sono da annoverare le sorelle Fendi, Mariuccia Mandelli (Krizia), Ottavio e Rosita Missoni.
Tuttavia la grande novità degli anni successivi è rappresentata dall’ affermazione dell’industria dell’abbigliamento confezionato in serie, e quindi tutte le imprese che producevano abbigliamento si moltiplicarono e realizzarono ingenti investimenti in capitale fisso, marketing e distribuzione.

Ma fu solo negli anni ’80 che l’ Italia, in particolare Milano si affermò come una delle principali capitali internazionali della moda grazie a stilisti con spiccate doti imprenditoriali e manageriali del calibro di Albini, Gianni Versace o Giorgio Armani.


Quest’ ultimo è considerato al giorno d’ oggi un rivoluzionario del design e della moda. Tra le sue tante collezioni recentemente ha mandato in scena a Parigi una collezione d'alta moda dedicata a un solo colore, il malva, e pensata per sviluppare la sua nuova ossessione, il concetto di normalità eccezionale.


"Ho sempre amato vestire le persone con un solo colore", racconta lo stilista a pochi minuti dalla sfilata di Armani Privé. "Ieri era il caso del grigio, del blu, del greige. Oggi è la volta del malva. È un tono idilliaco, dolce, che sta bene quasi a tutte. Ha un'aria rassicurante e allo stesso tempo molto ricercata". In pedana arrivano così una serie di look illuminati solo e soltanto da questa sfumatura, divagazioni per sfumature impercettibili dello stesso tono.

Ciò che caratterizza la nuova collezione Armani Privé è anche la grande attenzione dedicata ai ricami. Pastiglie, baguettes, perline, paillettes montate a intarsio: abiti gonne e persino blouson e parka riportano cascate di decori ricamati, onde di luce che aiutano la leggerezza degli abiti ad arricchirsi di consistenza. "Mi piace l'idea di dare corpo alla leggerezza. Questa è l'altra idea alla base della mia nuova haute couture: vestire il corpo come ci fosse una nuvola al posto del tessuto. Sete, chiffon e persino le creazioni più pesanti vogliono diventare impalpabili e aeree, qualità che da sempre apprezzo nell'eleganza femminile".

domenica 8 gennaio 2017

Step 19 - Anatomia del color malva chiaro

       “Il fiore si nasconde nell’erba, ma il vento sparge il suo profumo.”  Tegore



Come non innamorarsi di questo fiore? E’ romantico, selvaggio ma sensuale, raffinato, tenero, in poche parole è perfetto. I suoi petali colorati dalle tonalità intense che vanno dal blu al viola sbocciano quando l’aria di primavera inizia ad accennarsi. Il suo profumo fresco inebria l’aria, sa di eleganza.                           Delizioso e originale da regalare perchè molto apprezzato da chi lo riceve, in quanto simboleggia l’amore e la semplicità. Cresce, infatti, spontaneo su un esile stelo nel sottobosco, nei sentieri, vicino ai ruscelli ma adorna anche orti, città, fontane. Una malva per ogni esigenza, avvolgente e delicato, un fiore che sa di primavera.
Già anticamente se ne riconosceva la sua virtuosa bellezza.
I francesi, secondo una leggenda, nei suoi petali potevano scorgere la persona amata. Sempre in Francia è stato protagonista della Bella Epoque ad adornare le case di nobili in mazzetti freschi tra le mani delle belle dame.



Ancora oggi questo fiore è molto amato, e numerose fragranze sono ad esso ispirate, tra le più famose basta ricordare la Violetta di Parma.

       



Ma non solo. Se finora questo fiore era usato per abbellire, adornare e il suo profumo ha ispirato parole e aforismi, oggi  i suoi petali sono usati anche in cucina e in pasticceria per decorare.

sabato 7 gennaio 2017

Step 18 - Il malva chiaro e le arti pittoriche

"Via Moronau con le donne", Vasilij Kandinskij
Il colore era per lui come il tasto di un pianoforte. L’occhio dell’osservatore, il martelletto. L’anima, ricca di emozioni, lo strumento, ricco di corde. Forte della convinzione che vi fosse un nesso, quasi imprescindibile, tra l’opera d’arte e la dimensione spirituale, l’artista, impiegava questa metafora visiva per spiegare la sua teoria dell’uso del colore, che poteva, secondo lui, suscitare due diversi effetti sullo spettatore. Il primo, è l’“effetto fisico”, basato su sensazioni a pelle, momentanee, di primo impatto e quindi superficiali. Questo, sarebbe determinato dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un altro. Il secondo, l“effetto psichico”, sarebbe invece scatenato dalla vibrazione dello spirito che il colore determina quando raggiunge l’anima, incontrando la forza psichica dell’uomo.

sabato 17 dicembre 2016

Step 17 - Il malva chiaro e i brevetti

Siamo nel 1856 quando il giovane William Perkin, all’ età di soli 18 anni, scopre il primo colore artificiale della storia, il malva. Intuisce subito l’ importanza della sua scoperta e gli sviluppi che poteva avere in molti campi. Subito dopo decide di produrre quel colorante, proponendo utilizzi su cotone, lana e altri materiali , compresa la colorazione di francobolli. Lascia il Royal College of Chemistry e, assieme al padre e al fratello, crea una piccola fabbrica vicino Londra , chiamandola “Perkin & Sons”.


Il 26 agosto 1856 Perkin deposita il brevetto per “la produzione di un nuovo colorante per colorare con colore lilla o viola la seta, il cotone, la lana e altri materiali”. Il brevetto gli verrà concesso il 20 febbraio 1857.


Da lì in poi, nonostante le difficoltà iniziali e le materie prime che non sono facilmente disponibili, la produzione ha inizio e il colorante riscuote molto successo.

Step 16 - Il malva chiaro nel design

“I colori hanno una loro vita propria, si trovano anche nella parte interna delle conchiglie assopite nelle profondità marine – è un indizio di feste segrete; grazie a una scoperta fortunata potremmo parteciparvi anche noi”

Ernst Jünger, Due volte la cometa, 1987



E’ una delle frasi che più racchiude la recente teoria dello Psicodesign, secondo la quale un colore può esprimere più delle parole un’emozione, un sentimento, uno stato psichico in ognuno di noi e ci aiuta a scegliere i colori che più si sposano con la nostra personalità per colorare e arredare i nostri spazi.
Secondo lo psicodesign il malva è “sinonimo di intelligenza, conoscenza, devozione religiosa, santità, sobrietà, penitenza. È il colore con la maggior frequenza e l’energia più alte dello spettro visibile. È il colore dell'emisfero destro del cervello (analogico)”.


Il malva è presente in molti oggetti d’ arredamento più famosi nell’ ambito del design italiano. Uno di questi è la lampada Patroclo:


Si deve all'architetto e designer Gae Aulenti l'ideazione della lampada Patroclo, realizzata da Artemide nel 1975 e tuttora in produzione. Oggetto luminoso decisamente insolito, Patroclo nasce per interagire in modo diretto con lo spazio che lo contiene. Il corpo è in vetro soffiato trasparente, parzialmente rivestito da una rete metallica dal disegno romboidale. Questa armatura è ottenuta con la saldatura di fili d'acciaio, resistenti al calore del vetro che viene soffiato direttamente nella gabbia. Il vetro risulta quindi sfaccettato e illumina la stanza proiettando su pareti e soffitti una particolare texture. Inusuale sia nella forma globulare che nell'effetto luminoso che ottiene, Patroclo è in grado di creare una speciale atmosfera in ogni ambiente, che si riannoda idealmente alle sperimentazioni sensoriali dei Seventy.

mercoledì 7 dicembre 2016

Step 15 - Il malva chiaro e la pubblicità

Se si sta programmando una campagna pubblicitaria, il colore gioca sicuramente un ruolo chiave nel successo della vostra immagine.
Il colore è in pratica la prima cosa che si nota del messaggio pubblicitario e di fatto è il principale veicolo di comunicazione. Come tutti sanno, i colori hanno un significato ma anche un’influenza su di noi. I colori decorano, ordinano, attirano l’attenzione. Ma creano anche umori, risvegliano sensazioni e ricordi. Per poter utilizzare i colori nella pubblicità in modo efficace è importante conoscere il loro effetto. Nel 95% dei casi, l’inserzionista sceglie il colore del progetto in funzione dei colori del proprio brand. In realtà non è così se pensiamo che alcuni studi affermano che il colore può: incrementare il riconoscimento della marca fino all’80%, accelerare l’apprendimento tra il 55 ed il 78% e aumentare la comprensione fino al 73%. E se questo fosse poco, gli annunci a colori sono letti il 42% in più rispetto a quelli in bianco e nero. Per questo la scelta dei colori da utilizzare è un passo importantissimo e che va assolutamente sfruttato nel miglior modo possibile nella pubblicità e nella grafica, sia per quella cartacea che per i siti web.

Il colore malva chiaro, e più in generale il viola, è un colore abbastanza raro in natura ed ha una caratteristica che rende il colore misterioso, affascinante e regale. Questa associazione con la ricchezza e prestigio fanno del viola, specialmente nei suoi toni più scuri, un ottimo complemento per articoli di lusso. Un oggetto viola viene percepito come più lussuoso di un analogo oggetto di qualsiasi altro colore.

Ecco alcuni esempi di pubblicità nelle quali domina il color malva: 

                                                    MILKA 


Dalle pubblicità dei primi '900 ..


.. sino ad oggi 
                                                               
                                              

                                                 BIG BUBBLE




   Morositas (2007)



Step 14 - Il malva chiaro e la chimica

Durante le vacanze di Pasqua del 1856 William Perkin, che aveva solo 18 anni quando lavorava come assistente nel laboratorio della Royal College of Chemistry, stava cercando di sintetizzare il chinino (farmaco antimalaria), quando ottenne una sostanza di colore rosso-brunastro, delle quale decise di studiare le proprietà. Risultò che era possibile estrarre dalla sostanza un eccellente colorante per la seta, il cui colore viola chiaro era molto stabile.

Così Perkin aveva scoperto il primo colorante sintetico della storia. Intuisce subito con chiarezza gli sviluppi della sua scoperta, e decide di produrre quel colorante. Trova un mordente per il cotone e per altre applicazioni compresa la colorazione dei francobolli.


Inizialmente Perkin usa il nome commerciale Tyrian purple (porpora di Tiro) e aniline purple (viola anilina), ma all’inizio del 1859 gli osservatori della moda del Regno Unito gli danno un nome nuovo, più duraturo e più alla moda cioè il francese mauve (malva) un termine che assicurava una connessione francese al suo prodotto e quindi un collegamento al mondo della moda.
Quando Perkin pubblicherà la formula chimica e le proprietà del colorante nel 1863, gli darà un nome più consono con la terminologia chimica, mauveine.

Vediamo ora nello specifico come è strutturata la molecola della mauveina:








 La porpora di anilina è una miscela di quattro composti aromatici diversi per numero e la disposizione dei gruppi metilici . La sintesi organica comporta dissoluzione di anilina , p -toluidina e o -toluidina in acido solforico e acqua in un rapporto di circa 1: 1: 2, poi aggiungendo bicromato di potassio . La porpora di anilina A (C 26 H 23 N 4 + X - ) incorpora 2 molecole di anilina , uno dei p -toluidine, e uno o -toluidine. Porpora di anilina B (C 27 H 25 N 4 + X - ) incorpora una molecola ciascuno di anilina, p -toluidine, e o -toluidine. 
La struttura molecolare di porpora di anilina si è rivelata difficile da determinare, fino al 2007,quando altre due molecole sono state isolate e identificate: porpora di anilina B2 , un isomero di porpora di anilina B con metile su diversi arile, e porpora di anilina C , che ha un altro p gruppo metil di porpora di anilina A.


Step 12 - Il malva chiaro in cucina

La Malva è una pianta molto comune in tutta l’area mediterranea e submontana. È possibile trovarla nei luoghi erbosi incolti tra i ruderi di vecchie case abbandonate e lungo le strade di campagna.
Questa pianta erbacea, che può raggiungere anche un metro di altezza, il cui fusto è coperto da peli, si può trovare nei luoghi erbosi incolti tra i ruderi di vecchie case abbandonate e lungo le strade di campagna. Fiorisce da luglio ad agosto, della malva non si butta nulla, infatti le parte usate coinvolgono fiori, foglie e radici. I fiori vanno raccolti da luglio ad agosto mentre le foglie danno il loro meglio nei mesi di maggio,giugno. Le radici vanno raccolte in autunno.       Le foglie, la parte della pianta più utilizzata per uso culinario, sono sparse e picciolate, di diverse forme, i fiori sono riuniti a fascetti all’ascella della foglia, peduncolati con una corolla a cinque petali di colore roseo oppure roseo-violaceo con strie più cariche. Si lasciano essiccare all’ombra poi si conservano in buste di carta, i fiori si conservano in vasi di vetro al riparo dalla luce diretta.
È ricca di mucillagini, contiene potassio, ossalato di calcio, pectina e vitamine.
I preparati di malva attenuano lo stato di infiammazione della bocca e della gola, sono espettoranti in caso di bronchiti e catarro, calmano le infiammazioni, regolano l’intestino e ne calmano i dolori. Sono adatti per l’organismo delicato dei bambini e degli anziani.
È possibile mangiarla cruda oppure in insalata mista ad altre verdure. È davvero eccezionale nelle minestre, nei risotti e nella salsa della pasta grazie al suo sapore leggermente dolciastro. I fiori possono essere usati per ingentilire le pietanze, essendo commestibili come le foglie.


Un’ottima ricetta a base di malva è data dalla vellutata di spinaci e malva in proporzione di 250 gr di spinaci per 180 gr di malva. Si aggiunge una carota, una patata, mezza cipolla, noce moscata, 25 gr di burro, parmigiano, sale, brodo e panna.
Procedura: Mondate gli spinaci e la malva, lavateli con cura e poneteli in pentola con il brodo di pollo. Passate tutto al setaccio, rimettete il composto in pentola, regolate di sale, unite una grattatina di noce moscata e il burro. Continuate la cottura ancora per 5 minuti, poi aggiungete la panna e il parmigiano grattugiato. Mescolate bene, lasciate riposare per qualche minuto a recipiente coperto e servite con crostini di pane. Questa delicata e nutriente vellutata può essere servita calda o quasi fredda, a temperatura ambiente: è un piatto ideale per i convalescenti e d'inverno, per difendere l'organismo dalle malattie da raffreddamento. Unite anche la cipolla, la carota e la patata tagliate a pezzetti. Mettete la pentola sul fuoco, portate a bollore, poi abbassate la fiamma e lasciate  cuocere  per circa mezz'ora.

Un altro piatto tutto italiano a base di malva è il risotto alla malva.
Per preparare il risotto con le foglie di malva, ecco di che cosa avrete bisogno:
240 gr di riso ribe, 180 gr di foglie di malva, mezzo scalogno, 1 noce di margarina vegetale, 1 lt e mezzo di brodo vegetale, 3 cucchiai di olio d’oliva, sale, parmigiano in scaglie, prezzemolo fresco tritato.

Per dare forma a questo risotto speciale, iniziate con la preparazione del brodo. Potete prepararlo voi con le verdure fresche oppure semplicemente utilizzando del dado in polvere acquistato dal vostro negoziante di fiducia. Nel frattempo lavate sotto acqua fresca le foglie della malva, quindi tagliate finemente lo scalogno e mettete il tutto  soffriggere con l’olio d’oliva. Una volta che il tutto avrà preso sapore, versate il riso e fatelo tostare per due minuti, quindi aggiungete il brodo con l’aiuto di un mestolo e copritelo interamente. Lasciatelo cuocere, mescolando spesso con un mestolo di legno e a cottura ultimata aggiungete la noce di margarina vegetale. Servite a tavola il risotto alla malva con una manciata di scaglie di parmigiano e una spolverata di prezzemolo tritato. Sentirete che profumo, ma soprattutto che bontà!

Step 11 - Il malva chiaro in un documento

La strabiliante storia dell' invenzione di un colore che ha cambiato la nostra vita e dato inizio all' industria chimica: dalla moda alla fotografia, dagli esplosivi alla farmacia.

Prima del 1856 i colori venivano fabbricati utilizzando prodotti animali, vegetali o minerali. I rossi e i blu che ravvivavano gli abiti e i quadri, i neri usati per stampare libri e giornali erano ricavati da insetti e molluschi, da foglie o radici, da terre e minerali. Colorare qualunque cosa era un processo lungo, difficile e costoso. Finché nell'Inghilterra della regina Vittoria un giovanissimo chimico scoprì un metodo per produrre grandi quantità di colori in un impianto industriale.
Come spesso accade ai grandi inventori, il diciottenne William Perkin venne aiutato dal caso. Stava cercando un rimedio per la malaria nel piccolo laboratorio installato nella sua casa di Londra. Non riuscì a sintetizzare il chinino artificiale, ma una sostanza densa e oleosa in grado di donare alla seta una straordinaria tonalità. Inutile aggiungere che il malva divenne immediatamente il colore alla moda, utilizzato dai grandi sarti di Londra e Parigi. Inutile aggiungere che William Perkin, «il mago del catrame minerale, l'uomo che trasforma gli scarti in oro», divenne molto ricco e venne nominato baronetto, anche se oggi, a 150 anni dalla sua scoperta, pochi ricordano il suo nome.
È una piccola ingiustizia della storia, perché il malva non ha cambiato solo il nostro modo di vestire e dunque l'immagine che abbiamo di noi stessi. Gli effetti della scoperta di Perkin sono andati molto al di là della moda. Fino alla metà dell'Ottocento la chimica era una scienza teorica. La scoperta di Perkin fece nascere la grande industria chimica, dall'Inghilterra alla Germania agli Stati Uniti. I metodi usati per sintetizzare i colori vennero applicati agli esplosivi, ai profumi, alla fotografia, alla farmacia...
Con una documentazione attenta ma con molta vivacità Simon Garfield racconta la storia di un genio dimenticato e di una invenzione che ha cambiato la storia della scienza, rendendo più stretti i suoi legami con l'industria, e la nostra vita quotidiana.

domenica 20 novembre 2016

Step 10 - Il malva chiaro negli emblemi

Una delle priorità del managment delle aziende è essere competitivi sul mercato, e per farlo è necessario che  l’immagine di queste ultime si mantenga aggiornata e ciclicamente rinnovano il proprio marchio in funzione di nuove tendenze e per risultare sempre freschi e attraenti agli occhi dei clienti. Questo processo si chiama “Rebranding”. Un esempio calzante di rebranding è la storia del logo Pepsi, che è così cambiata nel corso degli anni.


Secondo la psicologia del colore, le sensazioni recepite dal nostro cervello durante una pubblicità sono parecchio influenzate dai colori a cui le associamo . Ecco perché è di fondamentale importanza per un’ azienda la scelta del logo, e quindi non solo la scelta del cosiddetto “lettering”, cioè tutto quello che riguarda il font e l’ immagine, ma anche e soprattutto il colore. Secondo alcuni studi infatti, contrariamente a quanto si possa pensare, circa l’80% delle persone acquista un prodotto proprio in base al suo colore !

Ecco qui di seguito alcuni esempi di marchi importanti in cui è presente il colore malva chiaro:


                                            YAHOO!

Ci sono voluti diciotto anni ma alla fine Yahoo! ha deciso di cambiare il proprio logo. Lo scorso 5 settembre la Ceo Marissa Mayer ha dato la notizia a tutti gli internauti direttamente dal suo profilo Tumblr. La nuova veste grafica sembra però non avere riscosso grande successo tra gli utenti, che invece hanno trovato più interessante la versione realizzata dallo stagista Max Ma, in cui non compare il punto esclamativo.




MILKA

Nel 1901 nasce la prima tavoletta di cioccolato contenente latte, chiamata Milka. Il 24 Aprile Milka viene registrato come marchio. Il marchio, il cui nome viene dalla combinazione di “milk” (latte) e “cocoa” (cacao), riscuote subito grande successo ma inizialmente il colore delle tavolette era oro. Il malva chiaro (più precisamente lilla) diventa il colore ufficiale solo nel 1962.











Step 09 - L' abbecedario del malva chiaro

A come Ametista 

B come Big Bubble

C come Cristallo 

D come 

E Emolliente

F come Fenicottero

G come Gel



I come Iris (fiore)


L come Lavanda


M come Medusa


N come Neon


O come Orizzonte

P come Porpora 


Q come Quarzo


R come Rocce basaltiche


S come Scoperta


T come Tessuto


U come Uva


V come Vino Rosè


W come William Perkin

sabato 19 novembre 2016

Step 08 - Il malva chiaro nella saggezza popolare

C’è chi sostiene che non sono altro che luoghi comuni, ma in realtà sono molto di più. I proverbi sono frutto della saggezza popolare o della cosiddetta ‘filosofia popolare’ e riportano una verità spontanea. Poiché tratti da usi, costumi, leggende, fanno parte del patrimonio culturale e delle tradizioni di un popolo e sono talmente importanti che esiste una scienza che li studia: la paremiologia.

 




 Il color malva chiaro è presente raramente
 in alcuni  detti o proverbi popolari, ma
 un proverbio salentino fa riferimento 
alle proprietà mediche della pianta
 Malva Sylvestris  





Il proverbio dialettale è : 
"la ruta ogni male stuta, la marva te ogni male te sarva" 
cioè: la ruta spegne ogni male, la malva da ogni male ti salva.

Questa pianta storicamente è stata legata a molte credenze e superstizioni, poichè l’uomo da sempre ha cercato il modo per ovviare al dolore e ai danni derivanti dalle malattie, trovando i rimedi nella natura, fino a quando la medicina e la farmacologia non sono diventate vere scienze. In tutte le epoche ed ovunque, parallelamente all’opera di studiosi e ricercatori, esisteva una sorta di medicina popolare, alla portata di tutti,dettata da tradizioni, credenze ed esperienze, tramandate quasi sempre verbalmente e usata per alleviare piccoli malanni.







Step 07 - Il malva chiaro nel cinema


Malva è l’ ultimo sforzo registico della carriera del regista Vladimir Braun, che morì poco dopo l’ uscita del suo film nel 1957.

La trama è incentrata sulla storia della moglie ‘inquieta’ di un pescatore di un villaggio di provincia, che invaghita di un altro uomo, si ritrova coinvolta in un triangolo amoroso. La protagonista, interpretata da Zidra Ritenbergs ha vinto anche il premio "Miglior Attrice" al Festival del Cinema di Venezia.


                                Malva (Lucero Sánchez Novaro 2015)

        
                                 Un taxi color malva (Yves Boissot 1977)